Struttura demografica
La Romania è la seconda nazione più popolata dell’Europa centro-orientale, 22.800.000 abitanti, con una densità della popolazione di 96 persone per kmq, leggermente più bassa rispetto alla Repubblica Ceca e l’Ungheria.
Etnicamente la popolazione è mista. I romeni sono l’89% della popolazione, gli ungheresi il 7% della popolazione totale; negli ultimi anni il tasso delle nascite è diminuito ed è attualmente tra i più bassi d’Europa, facendo scendere la popolazione di 400 mila unità neil'ultimo decennio.
La popolazione è relativamente giovane, il 45% della popolazione ha meno di trent’anni, indice di una considerevole potenzialità per i prodotti orientati ai giovani.
Gli standard di vita in Romania sono sensibilmente più bassi rispetto a quelli dell’Europa Occidentale.
I salari medi si aggirano tra i 70 ai 200 dollari al mese, la disoccupazione è elevata anche tra coloro che hanno un titolo universitario e il potere di acquisto ha subìto negli ultimi anni una severa contrazione.
La dirata di vita media è di 70 anni; il 42% della popolazione vive sotto il limite della sopravvivenza e per il 32% il reddito non è sufficiente per alcuna spesa accessoria.
Livello di istruzione
L’analfabetismo riguarda meno dell’1% della popolazione in età scolare.
L’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni, i bambini sotto i 6 anni frequentano l’asilo, una prevalenza di giovani nella fascia d’età compresa fra 19-23 anni optano per il proseguimento degli studi universitari, privilegiando le facoltà economiche e umanistiche.
L'economia
Dopo tre anni consecutivi di forte recessione, l’economia della Romania ha finalmente manifestato nel 2000 i primi segnali di ripresa; i risultati positivi sono stati diversi ed importanti: la riduzione del deficit, il rilancio delle esportazioni, il puntuale rispetto delle scadenze e degli impegni finanziari.
I successi ottenuti tuttavia sono rimasti tuttavia fragili a causa dei mancati progressi nelle riforme strutturali e nel campo della regolamentazione finanziaria.
Il settore agricolo, per anni motore trainante dell’economia principale fonte di manodopera del Paese, ha continuato a deteriorarsi a causa della mancanza di sussidi agli agricoltori, molti progressi sono stati comunque registrati nel sistema fiscale e doganale, nei trasporti, nella giustizia, nell’ambiente, negli affari sociali. Sono stati adottati programmi e strategie a medio termine a conferma della consapevolezza dell’importanza delle riforme economiche.
Si stanno esaminando progetti per la ricostruzione di strade, autostrade, ferrovie, reti idriche ed elettriche, porti ed aeroporti.
La situazione socio-politica
In Romania, non vi è mai stata una vera opposizione al regime di Ceasescu, solo dpo gli eventi del 1989 si sono visti al potere validi leader politici in grado di gestire interessi contrastanti, ma un governo di ispirazione socialdemocratica, non durò a lungo di fronte al tentativo di introdurre riforme democratiche e fu costretto alle dimissioni dalle dimostrazioni delle minoranze che occuparono gli edifici presidenziali a Bucarest.
Successivamente, nel 1996, le elezioni sono state vinte da un gruppo di centro-destra, con la nomina a presidente di Costantinescu.
Nel 2000 è tornato al potere un governo di sinistra diversa, più moderna e orintata alla democrazia; dalle elezioni presidenziali è uscito vincitore Iliescu, già capo di stato dal ’90 al ’96, negli anni del dopo Ceasescu, Iliescu, nominò primo ministro Nastase, uomo di grandi capacità, e creò un ministero formato da politici e giovani tecnici.
Attualmente il paese dispone di istituzioni democratiche la cui stabilità è consolidata, ma che necessita ancora di un’applicazione più attenta della legalità.
Sarebbero opportune misure più efficaci per fronteggiare il grave problema della corruzione, piuttosto diffusa nei più svariati settori; occorrebbe anche rivedere l’assetto burocratico che talvolta ostacola per gli investitori sia per la sua tortuosità, sia per le infiltrazioni della corruzione.
L’attuale miglioramento tuttavia, lascia presagire che la Romania sarà in grado di soddisfare i criteri politici per una più solida integrazione nell’U.E.
Lo sviluppo
La Romania possiede un grande potenziale di sviluppo, orientandosi verso una politica di apertura commerciale e sfruttando le dimensioni del mercato interno, la posizione strategica del paese, il vantaggio in termini di costo della manodopera e delle risorse naturali.
Uno dei motori dello sviluppo economico romeno risiede nelle produzioni realizzate con beni di importazione, che hanno attirato un gran numero di investitori, favorendo la specializzazione del paese nell’importazione di semilavorati destinati ad una successiva trasformazione, riesportazione del prodotto finito. Questo tipo di produzioni è presente soprattutto nei settori del abbigliamento, calzature e mobili.
L’industria
L’industria ha contribuito alla crescita del PIL. Dopo il declino subìto nel 1999, si è avuta nel 2000 una crescita per merito delle esportazioni, che hanno assorbito una buona parte della produzione.
L’era comunista ha lasciato alla Romania le industrie metallurgiche e chimiche, con una scarsa competitività a causa del mancato rinnovo del settore, che utilizza tecnologie obsolete di almeno 15-20 anni.
Per essere competitiva, la Romania dovrebbe rilanciare la produzione di prodotti durevoli e prodotti dell’industria leggera: cibi, bevande, prodotti tessili, pellicce, cuoio, calzature.
In seguito ai processi di ristrutturazione si sta assistitendo ad un sensibile miglioramento qualitativo della produttività e della redditività.
I settori interessati alla trasformazione sono quelli della lavorazione del legno, dei computer e delle apparecchiature per ufficio, il settore tessile, dell’abbigliamento, dei mobili, delle apparecchiature elettronici, delle attrezzature televisive, delle telecomunicazioni e dell’edilizia.
Il turismo
La Romania possiede numerose risorse naturali da sfruttare, ma le infrastrutture e le attrezzature alberghiere sono molto modeste.
In questo settore è stato avviato un processo di privatizzazione delle strutture di proprieta dello Stato.
La Romania possiede paesaggi molto diversi, le cime dei Carpazi, la riviera del Mar Nero, iresti dell’antichità dacio-romana, i monumenti medievali e una vigorosa ed originale cultura popolare.
Le risorse naturali
Le risorse del sottosuolo sono determinanti per l’economia romena. Le principali produzioni sono il petrolio, il gas naturale ed il carbone.
Per oltre cento anni la Romania è stata la seconda produttrice europea di greggio e una delle prime al mondo nella produzione di gas naturali.
Attualmente settore petrolchimico risente di gravi ritardi tecnologici, per ovviare a questa situazione vengono incentivati gli investimenti esteri.
I giacimenti d’oro, d’argento, di rame, di sale, di carbone, le foreste, hanno facilitato lo sviluppo economico del paese prima della Seconda Guerra Mondiale; consistente è la disponibilità di legname, data l’elevata quantità di boschi, che coprono più di un quarto del territorio.
Le infrastrutture
La rete stradale e le infrastrutture della Romania sono inadeguate ed hanno rappresentato un freno allo sviluppo del paese.
La rete ferroviaria di 11.400 Km è la più importante via di comunicazione, solo un terzo di essa è elettrificata ed una cospiqua parte delle locomotive hanno ormai superato il limite di obsolescenza.
Il trasporto su nave lungo il Danubio rappresenta un’importante via di comunicazione verso l’Europa centrale, è stato gravemente danneggiato in seguito alla distruzione dei ponti provocata dai bombardamenti sulla Jugoslavia durante la guerra in Kosovo.
Il trasporto aereo, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha avuto lo sviluppo necessario.
La rete delle telecomunicazioni è piuttosto vecchia, con conseguente ostacolato per lo sviluppo della tecnologia informatica.
L’agricoltura
La fertilità del terreno ha permesso alla Romania di essere prima della Seconda Guerra Mondiale uno dei maggiori produttori europei di grano. La politica economica, condotta dopo la guerra, dal regime comunista, la pianificazione rigida e l'accorpamento forzato delle campagne, ha bloccato lo sviluppo.
Le precedenti fattorie di Stato, attualmente trasformate in imprese, coprono i terreni più fertili e rappresentano una quota considerevole della produzione, ma nessuna è stata finora completamente privatizzata, rappresentando un ostacolo per l’economia agricola: mancano i fertilizzanti; i macchinari e le attrezzature sono inesistenti o superati.
Il sistema distributivo
Il sistema distributivo della Romania è ancora in evoluzione e si presenta sicuramente meno articolato e sofisticato rispetto ai paesi industrializzati dell’Unione Europea.








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