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Categorie Cultura

La cultura

14 ott 2007

Il futuro dell'Europa passa attraverso la  conoscenza e l'integrazione fra i paesi che ne fanno parte

       

                   

CONOSCIAMO LA ROAMIA E IL POPOLO RUMENO

    
La Romania è un paese fortemente imparentato con noi, il nome stesso fa evidente riferimento alla nostra capitale.
Il popolo rumeno è un popolo latino molto affine al nostro; i costumi, la lingua, le tradizioni, i valori, il modo di comunicare, hanno molte similitudini ai nostri; caratteristiche queste, ereditate dall'Impero Romano che dopo il crollo in Italia, continuò ancora a lungo nel paese che oggi è la Romania.
Sorprendente la grandissima affezione che i rumeni nutrono verso il popolo, la storia e la cultura italiana; ci considerano come loro cugini ricchi, ed è altrettanto sorprendente che la quasi totalità degli italiani non pensi al popolo rumeno come ai nostri cugini poveri, e neppure consideri il popolo rumeno imparentato col nostro. Spesso, l'italiano medio rivolge il pensiero al popolo rumeno in modo superficiale e distorto, associandolo alle immagini della rivoluzione rumena dell'89, o di cronaca nera.

Le nuove generazioni rumene imparano l'italiano guardando i programmi televisivi italiani;  risulta quindi evidente che i giovani rumeni stanno assorbendo, dalla nostra televisione tutte le mode, le credenze e i valori italiani; In parole semplici, essi diventano, giorno dopo giorno, sempre più italiani, poiché ciò che concorre a formare un popolo non è altro che la condivisione della lingua, delle regole e dei valori.

Questa è una realtà che ci riguarda e non può essere trattata superficialmente; rivolgere il pensiero italiano alla Romania non è un evento da trascurare, i rumeni sanno parecchio dell'Italia e aggiungono la nostra cultura alla loro, ma noi italiani quanto sappiamo della Romania? Quanto possiamo aggiungere della loro cultura alla nostra?

 

La cultura rumena deriva in gran parte da quella romana, con influssi slavi, magiari, greci e turchi; poemi, favole e musica hanno caratterizzato da sempre gli usi e i costumi locali. Le arti figurative, la letteratura e la musica rumene, che raggiunsero il proprio apice intorno al XIX secolo, sono rimaste, nonostante gli influssi occidentali. Fra i maggiori letterati vanno ricordano il poeta e drammaturgo Vasile Alecsandri, il poeta romantico Mihail Eminescu, il drammaturgo satirico Ion Luca Caragiale, il romanziere Mihail Sadoveanu e, fra gli scrittori che hanno ottenuto notorietà internazionale, il drammaturgo Eugène Ionesco, trasferitosi in Francia nel periodo della seconda guerra mondiale, e il poeta Tristan Tzara, espatriato anch’egli a Parigi. Voce eccellente del pensiero filosofico e religioso contemporaneo è infine Mircea Eliade. Tra i pittori più importanti si segnalano il ritrattista Theodor Aman, il paesaggista Nicolae Grigorescu e lo scultore Constantin Brancusi. Fra i musicisti si annoverano George Enescu, violinista e compositore, noto soprattutto per le sue rapsodie rumene, e i pianisti Dinu Lipatti e Rudi Lupu.

Un posto di rilievo nella cultura rumena occupano infine le danze folcloriatiche e le musiche popolari, diffuse soprattutto nelle forme più popolari della hora, della sirba e della doina.  

        

                

            

 L'ARTE STORICA DELLA ROMANIA

    

Brasov
Questa affascinate città medievale pittoresca è situata nell’immediata vicinanza della zona di montagna.
E’ una città importante di collegamento tra tre regioni: Moldova, Muntenia e Transilvania.                                                                           

Castello Bran – si trova a 30 km da Brasov, il conosciuto posto turistico, balneare, centro di arte folcloristico e di etnografie.
Il castello fu costruito da Ludovico I in stile rinascimentale

 

Castello Peles e Pelisor – il castello della Famiglia Reale di Hohenzolern, attualmente museo.
Fu costruito per il Re Carol nel 1883 in stile architettonico sofisticato e si situa ai piedi della montagna a Sinaia, in un impressionante paesaggio montano.

Cittadella Sighisoara - una delle più meravigliose città medievali dell’Europa dell’Est, essendo la città in cui ha vissuto Vlad Dracul, il padre del principe Vlad Tepes (detto Dracula).

Sibiu – una delle più belle città sassoni. Situata nella zona centrale della Transilvania, è costruita con strade e colori tipici sassoni.

Cluj-Napoca - città capo provincia: centro commerciale, industriale, centro universitario (Un. Babes-Bolyai), con aeroporto internazionale, con opere e teatri, istituti di ricerca.

                           

Snagov - comune a ca. 30 km a nord di Bucarest, è un importante centro turistico:
qui si trova il sepolcro del principe Dracula.

Bucarest - la capitale della Romania, sita nella parte sud-est del paese.
Sono state trovate tracce del neolitico e paleolitico    

                                                      

        

      

                                                                                            

                                                                                             

                                                                                             

                                                                                            

                                                    

  

  

   

  

 

Timisoara e dintorni - città capoluogo di provincia : città sassone sita nell’estremo Ovest vicino alla frontiera con l’Ungheria, conosciuta come “città dei parchi e dei giardini” è la città da dove è partita la Rivoluzione del 1989: è stata nominata come “la prima città libera”. Sono state scoperte tracce neolitiche e delle tracce di una città tracia (2° mil. A.C.), tracce geto-dacie (1° mil. A.C.).

 

 

 

 

    

       

La storia

10 ott 2007

DACIA

  

 

  Immagine:Comati dacians romanian goverment picture.jpg

 

Il territorio dell'attuale Romania fu abitato da Celti, Traci, popoli iranici e, attorno al 200 a.C., dai Daci, una tribù dei Traci. Alla fine nacque uno stato sotto il governo del re Burebista (70 a.C. - 44 a.C.). Sotto il suo regno i Daci divennero uno stato potente che minacciava anche gli interessi dei Romani nella regione. Giulio Cesare era deciso ad intraprendere una campagna contro i Daci, ma fu assassinato nel 44 a.C. Qualche mese più tardi, Burebista condivise la stessa fine, assassinato dai suoi stessi nobili. Il suo potente stato fu diviso in quattro e non si riunificò fino al 95 d.C., sotto il regno di Decebalo. Lo stato Daco sostenne una serie di conflitti con l'Impero romano in espansione e fu infine conquistato nel 106 dall'Imperatore romano Traiano, durante il regno del re dacio Decebalo. Nell'impossibilità di proteggere adeguatamente la provincia dai popoli barbari, l'imperatore Aureliano ordinò nel 271 all'esercito romano di abbandonare la Dacia e ritirasi al di là del Danubio.

 

 Immagine:Battaglia di Posada.jpg

 

ROMAIA NEL MEDIOEVO

 

Seguirono delle vaste ondate di invasioni: nuovi popoli di cultura iranica (Cimmeri, Alani, Iazigi, Aorsi, Iasi), germanica (Eruli, Goti, Vandali, Longobardi, più tardi Sassoni), turco-tartara (Unni, Avari, Proto-Bulgari, Blachi, Tartari, Mongoli), ugrica (Ungheresi, Siculi), ebraica, armena, rom, ecc... giunsero in varie ondate a partire dal III secolo d.C. Ma furono soprattuto gli Slavi, giunti nel settimo secolo e gli Ungheresi, giunti entro il nono secolo ad avere una certa influenza sulla storia della Romania fino al momento della conquista ottomana.

Secondo alcuni storici, i Valacchi, sarebbero giunti solo in epoca più tarda in Romania (VII secolo? XIII secolo?), dopo aver oltrepassato il Danubio da Sud, combinandosi con i Daco-Romani ed altri popoli minoritari (Slavi in particolare) presenti sul territorio per formare la nazione Romena.

Soltanto nel quattordicesimo secolo nacquero i principati più grandi di Moldavia (in romeno: Moldova) e Valacchia (in romeno: Ţara Româneasca - Paese Romeno) per combattere una nuova minaccia nella forma dei Turchi ottomani, che conquistarono Costantinopoli nel 1453. Nel 1541, l'intera penisola balcanica e gran parte dell'Ungheria erano province Turche. Tuttavia la Moldavia, Valacchia e Transilvania restarono paesi tributari, vassali del impero ottomano, godendo di una larga autonomia interna ed di una certa indipendenza esterna.

La conquista ungherese della Transilvania durò circa due secoli. Nel undicesimo secolo la Transilvania diventò una parte autonoma del regno ungherese e cominciò ad essere colonizzata dagli ungheresi e soprattutto dai Siculi) ed anche da un certo numero di tedeschi che sottomisero le popolazioni presenti in quel momento sul territorio.

Nell'anno 1600 i tre principati romeni furono, per un breve periodo, uniti dal principe valacco Mihai Viteazul, ma l'unità scomparve quando Mihai fu ucciso, soltanto un anno più tardi, dai soldati di un ufficiale austriaco.

Dopo quasi due secoli di dominazione ottomana e cioè agli inizi del diciottesimo secolo Ungheria e Transilvania divennero parte dell'impero Austro-Ungarico. Gli austriaci, a loro volta, espansero rapidamente l'impero: nel 1718 un'importante parte della Vallachia, chiamata Oltenia, fu incorporata nell'impero austriaco e ritornò alla Turchia soltanto nel 1739.

Nel 1775 l'impero austriaco occupò la parte nordoccidentale della Moldavia, chiamata più tardi Bucovina, mentre la parte orientale del principato (chiamata Bessarabia) fu occupata nel 1812 dalla Russia.

 

RISVEGLIO NAZIONALE DELLA ROMANIA

 

Come in gran parte dei Paesi europei, il 1848 portò rivoluzione alla Moldavia, Valacchia e Transilvania. Gli scopi dei rivoluzionari erano di completare l'indipendenza delle prime due e l'emancipazione nazionale della terza e rimasero incompiuti; furono tuttavia la base di successive evoluzioni. Inoltre il sollevamento aiutò la popolazione dei tre principati a riconoscere la loro unità di lingua ed interessi.

Tassati pesantemente e mal amministrati sotto l'impero ottomano, nel 1859, sotto incitamento e suggerimento di Napoleone III re di Francia, il popolo di Moldavia e Vallachia elesse la stessa persona -- Alexandru Ioan Cuza -- come principe. Così nacque la Romania

 

REGNO DI ROMANIA

 

Nel 1866 il principe tedesco Karl di Hohenzommel-Sigmaringen fu scelto come principe, con una mossa atta ad assicurare un appoggio tedesco per la futura indipendenza. Nel 1877 Karl condusse le armate rumene in una Guerra di Indipendenza piena di successo e fu coronato come primo Re della Romania nel 1881.

Il nuovo stato, stretto tra le grandi potenze degli imperi ottomano, austro-ungarico e russo, con vicini slavi su tre fronti, guardò a ovest, particolarmente alla Francia per i suoi modelli culturali, educativi ed amministrativi. Nel 1916 la Romania entrò nella Prima Guerra Mondiale a fianco della Triplice Intesa. Alla fine della guerra gli imperi austro-ungarico e russo svanirono; gli organi governativi creati in Transilvania, Bessarabia e Bukovina scelsero l'unione con la Romania, creando la Grande Romania. Queste acquisizioni di fatto raddoppiarono l'estensione della nazione ma per contro gli procurarono l'ostilità dei Paesi vicini.

In tutto questo periodo, cioè dal 1914 al 1927 la Romania venne governata dal re Ferdinando I. Sovrano colto ed intelligente, conscio della necessità di modernizzare il regno, promosse nel 1923 una nuova costituzione liberale e una riforma agraria a favore dei piccoli contadini, concesse la cittadinanza agli Ebrei romeni e cercò di sviluppare le imprese industriali. Purtroppo a soli 62 anni Ferdinando scomparve improvvisamente lasciando dietro di se un'opera ancora da terminare che sarebbe stata annullata negli anni successivi.

In effetti, la maggior parte dei governi Rumeni dell'interguerra mantennero la forma, ma non la sostanza, di una monarchia liberale e costituzionale. Il quasi mistico movimento nazionalista Guardia di ferro, divenne un fattore politico rilevante sfruttando le paure del comunismo e provava risentimento per una allusiva dominazione straniera ed ebrea dell'economia. Nel 1938 per prevenire la formazione di un governo che avrebbe incluso ministri della guardia di ferro, re Carol II sciolse il parlamento e istituì una dittatura regale di vita corta.

Nel 1939, la Germania e l'Unione Sovietica firmarono il patto Molotov-Ribbentrop che stipulava, tra le altre cose, l'interesse sovietico alla Bessarabia.

 

ROMANIA  ( SECONDA GUERRA MONDIALE )

 

Come risultato del patto Molotov-Ribbentrop la Romania perse territorio sia all'est che all'ovest. Nel giugno 1940, dopo aver dato un ultimatum alla Romania, l'Unione Sovietica prese la Bessarabia e la Bucovina. Due terzi della Bessarabia furono combinati con una piccola parte di territori dell'URSS per dar luogo alla RSS Moldavia. Il resto fu aggiunto alla RSS Ucraina.

Nel 1940 - 1941 l'autoritario generale Ion Antonescu prese il potere. Nell'agosto 1940, la parte nord della transilvania fu "ridata" da Germania e Italia alla Ungheria. La Romania entrò nella seconda guerra mondiale a fianco delle Potenze dell'Asse nel giugno 1941, invadendo l'Unione Sovietica per recuperare la Bessarabia e la Bucovina.

Nell'agosto 1944, un colpo di stato condotto dal re Michael, con il supporto degli oppositori politici e dell'esercito depose la dittatura di Antonescu e mise l'esercito della Romania a fianco agli Alleati. La Romania ebbe pesanti perdite nella lotta contro i tedeschi in Transilvania, Ungheria e Cecoslovacchia.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Transilvania fu annessa alla Romania, ma, a nord-est, Bucovina, Bessarabia e Dobrugia furono in parte assegnate alla RSS Ucraina e alla RSS Moldava.

 

ROMANIA COMUNISTA

 

L'occupazione sovietica che seguì la seconda guerra mondiale sfociò alla costituzione di una Repubblica Popolare comunista nel 1947 ed all'abdicazione del re Michael, che venne mandato in esilio.

Nell'anno 1960 , il governo comunista rumeno cominciò ad asserire una certa indipendenza dall'Unione Sovietica. Nicolae Ceausescu divenne capo del partito comunista nel 1965 e capo di stato nel 1967. La denuncia di Ceauşescu dell'invasione sovietica nel 1968 della Cecoslovacchia ed un breve rilassamento della politica interna di repressione lo aiutò ad ottenere una buona immagine sia in patria sie nell'Ovest. I capi di stato occidentali, sedotti dalla politica estera "indipendente" di Ceauşescu erano lenti a scagliarsi contro un regime, che alla fine degli anni 70, era diventato di più in più aspro, arbitrario e capriccioso. La rapida crescita economica animata dai crediti esteri diede spazio ad una stringente austerità e una severa repressione politica.

Il governo del presidente Nicolae Ceauşescu divenne sempre più draconiano negli anni 80.

Caduto da tempo il regime comunista nella vicina Ungheria e nel resto dei paesi dell'Est, a metà dicembre del 1989 nella cittadina a forte minoranza ungherese di Timisoara scoppiò una protesta popolare per fermare la rimozione forzata da parte delle autorità comuniste del pastore calvinista Làszlò Tokès. La protesta crebbe a tal punto da divenire una vera e propria sollevazione di tutta le genti di Romania, appoggiata poi da una parte del regime per eliminare Ceausescu, divenuto ormai una personalità troppo ingombrante nell'Europa post-guerra fredda.

Ion Iliescu prese il suo posto il 22 dicembre. Ceauşecu fu immediatemente arrestato, e dopo un processo veloce fu giustiziato il 25 dicembre. Circa 1.550 persone furono uccise in confusi combattimenti sulle strade. Una improvvisata coalizione politica, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) si installò e proclamò la restaurazione della libertà e democrazia. Il partito comunista fu messo fuori legge, e le misure più impopolari di Ceauşescu, come il divieto di aborto e contaccezione ritirati.

 

ROMANIA POST COMUNISTA (dal 1990) 

 

Le elezioni presidenziali e parlamentari furono tenute il 20 maggio 1990. Gareggiando contro i partiti d'avanguerra Partito Nazionale dei Contadini e Partito Nazionale Liberale, Iliescu vinse con l'85% dei voti. Il FSN prese due terzi dei posti in parlamento, nominò un professore universitario, Petre Roman come Primo Ministro e cominciò delle timide riforme di mercato libero.

Dal momento che il nuovo governo era ancora largamente formato di ex-comunisti, i protestanti anti-comunisti si accamparono nella Piazza dell'Università a Bucarest nell'aprile 1990. Due mesi più tardi gli "hooligan" vennero brutalmente dispersi dai minatori della valle di Jiu chiamati dal presidente Iliescu. I minatori attaccarono anche le sedi e case dei leader di opposizione. Il governo di Petre Roman cadde nel tardo settembre 1991, quando i minatori ritornarono a Bucarest chiedendo un rialzo dei salari. Fu creato un governo tecnico, presieduto da Theodor Stolojan fino alle successive elezioni.

Una nuova costituzione democratica, redatta dal Parlamento, fu approvata per referendum popolare nel dicembre 1991. Nel settembre 1992 il presidente Iliescu vinse un nuovo mandato con una netta maggioranza e diede pluralità al suo partito, il FDSN. Con il supporto parlamentare dei partiti nazionalisti PUNR e PRM e del partito ex-comunista PSM fu formato un governo tecnico nel novembre 1992 presieduto dal Primo Ministro Nicolae Vàcàroiu, un economista.

Emil Costantinescu della coalizione elettorale Convenzione Democratica (CDR) sconfisse Iliescu nel secondo turno di votazioni e lo rimpiazzò. Victor Ciorbea fu nominato ministro. Ciorbea rimase in ufficio fine al marzo 1998, quando fu rimpiazzato da Radu Vasile (PNTCD), ma nelle elezioni del 200 il Partito Socialdemocratico (PSD) e Iliescu vinsero di nuovo il potere e Adrian Nàstase divenne premier.

Nel 2002 la Romania è stata invitata ad unirsi alla NATO.

 

 

 

 

Tag: Storia

L'Economia

08 ott 2007

   

   

 

Struttura demografica

 

La Romania è la seconda nazione più popolata dell’Europa centro-orientale, 22.800.000 abitanti, con una densità della popolazione di 96 persone per kmq, leggermente più bassa rispetto alla Repubblica Ceca e l’Ungheria.
Etnicamente la popolazione è mista. I romeni sono l’89% della popolazione, gli ungheresi il 7% della popolazione totale; n
egli ultimi anni il tasso delle nascite è diminuito ed è attualmente tra i più bassi d’Europa, facendo scendere la popolazione di 400 mila unità neil'ultimo decennio.
La popolazione è relativamente giovane, il 45% della popolazione ha meno di trent’anni, indice di una considerevole potenzialità per i prodotti orientati ai giovani.
Gli standard di vita in Romania sono sensibilmente più bassi rispetto a quelli dell’Europa Occidentale.
I salari medi si aggirano tra i 70 ai 200 dollari al mese, la disoccupazione è elevata anche tra coloro che hanno un titolo universitario e il potere di acquisto ha subìto negli ultimi anni una severa contrazione.

La dirata di vita media è di 70 anni; il 42% della popolazione vive sotto il limite della sopravvivenza e per il 32% il reddito non è sufficiente per alcuna spesa accessoria.

 

Livello di istruzione

   

L’analfabetismo riguarda meno dell’1% della popolazione in età scolare.
L’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni, i bambini sotto i 6 anni frequentano l’asilo, una prevalenza di giovani nella fascia d’età compresa fra 19-23 anni optano per il proseguimento degli studi universitari, privilegiando le facoltà economiche e umanistiche.

 

L'economia

 
Dopo tre anni consecutivi di forte recessione, l’economia della Romania ha finalmente manifestato nel 2000 i primi segnali di ripresa; i risultati positivi sono stati diversi ed importanti: la riduzione del deficit, il rilancio delle esportazioni, il puntuale rispetto delle scadenze e degli impegni finanziari.
I successi ottenuti tuttavia sono rimasti tuttavia fragili a causa dei mancati progressi nelle riforme strutturali e nel campo della regolamentazione finanziaria.
Il settore agricolo, per anni motore trainante dell’economia principale fonte di manodopera del Paese, ha continuato a deteriorarsi a causa della mancanza di sussidi agli agricoltori, molti progressi sono stati comunque registrati nel sistema fiscale e doganale, nei trasporti, nella giustizia, nell’ambiente, negli affari sociali.  Sono stati adottati programmi e strategie a medio termine a conferma della consapevolezza dell’importanza delle riforme economiche.
Si stanno esaminando progetti per la ricostruzione di strade, autostrade, ferrovie, reti idriche ed elettriche, porti ed aeroporti.

 

La situazione socio-politica

 

In Romania, non vi è mai stata una vera opposizione al regime di Ceasescu, solo dpo gli eventi del 1989 si sono visti al potere validi leader politici in grado di gestire interessi contrastanti, ma un governo di ispirazione socialdemocratica, non durò a lungo di fronte al tentativo di introdurre riforme democratiche e fu costretto alle dimissioni dalle dimostrazioni delle minoranze che occuparono gli edifici presidenziali a Bucarest.
Successivamente, nel 1996, le elezioni sono state vinte da un gruppo di centro-destra, con la nomina a presidente di Costantinescu.
Nel 2000 è tornato al potere un governo di sinistra diversa, più moderna e orintata alla democrazia; dalle elezioni presidenziali è uscito vincitore Iliescu, già capo di stato dal ’90 al ’96, negli anni del dopo Ceasescu, Iliescu, nominò primo ministro Nastase, uomo di grandi capacità, e creò un ministero formato da politici e giovani tecnici.
Attualmente il paese dispone di istituzioni democratiche la cui stabilità è consolidata, ma che necessita ancora di un’applicazione più attenta della legalità.
Sarebbero opportune misure più efficaci per fronteggiare il grave problema della corruzione, piuttosto diffusa nei più svariati settori; occorrebbe anche rivedere l’assetto burocratico che talvolta ostacola per gli investitori sia per la sua tortuosità, sia per le infiltrazioni della corruzione.
L’attuale miglioramento tuttavia, lascia presagire che la Romania sarà in grado di soddisfare i criteri politici per una più solida integrazione nell’U.E.

 

Lo sviluppo

 

La Romania possiede un grande potenziale di sviluppo, orientandosi verso una politica di apertura commerciale e sfruttando le dimensioni del mercato interno, la posizione strategica del paese, il vantaggio in termini di costo della manodopera e delle risorse naturali.
Uno dei motori dello sviluppo economico romeno risiede nelle produzioni realizzate con beni di importazione, che hanno attirato un gran numero di investitori, favorendo la specializzazione del paese nell’importazione di semilavorati destinati ad una successiva trasformazione, riesportazione del prodotto finito. Questo tipo di produzioni è presente soprattutto nei settori del abbigliamento, calzature e mobili.

 

L’industria

 

L’industria ha contribuito alla crescita del PIL. Dopo il declino subìto nel 1999, si è avuta nel 2000 una crescita per merito delle esportazioni, che hanno assorbito una buona parte della produzione.
L’era comunista ha lasciato alla Romania le industrie metallurgiche e chimiche, con una scarsa competitività a causa del mancato rinnovo del settore, che utilizza tecnologie obsolete di almeno 15-20 anni.
Per essere competitiva, la Romania dovrebbe rilanciare la produzione di prodotti durevoli e prodotti dell’industria leggera: cibi, bevande, prodotti tessili, pellicce, cuoio, calzature. 
In seguito ai processi di ristrutturazione si sta assistitendo ad un sensibile miglioramento qualitativo della produttività e della redditività.
I settori interessati alla trasformazione sono quelli della lavorazione del legno, dei computer e delle apparecchiature per ufficio, il settore tessile, dell’abbigliamento, dei mobili, delle apparecchiature elettronici, delle attrezzature televisive, delle telecomunicazioni e dell’edilizia.

 

Il turismo

   

La Romania possiede numerose risorse naturali da sfruttare, ma le infrastrutture e le attrezzature alberghiere sono molto modeste.
In questo settore è stato avviato un processo di privatizzazione delle strutture di proprieta dello Stato.
La Romania possiede paesaggi molto diversi, le cime dei Carpazi, la riviera del Mar Nero, iresti dell’antichità dacio-romana, i monumenti medievali e una vigorosa ed originale cultura popolare.

 

Le risorse naturali

 

Le risorse del sottosuolo sono determinanti per l’economia romena. Le principali produzioni sono il petrolio, il gas naturale ed il carbone. 
Per oltre cento anni la Romania è stata la seconda produttrice europea di greggio e una delle prime al mondo nella produzione di gas naturali.
Attualmente settore petrolchimico risente di gravi ritardi tecnologici, per ovviare a questa situazione vengono incentivati gli investimenti esteri.
I giacimenti d’oro, d’argento, di rame, di sale, di carbone, le foreste, hanno facilitato lo sviluppo economico del paese prima della Seconda Guerra Mondiale; consistente è la disponibilità di legname, data l’elevata quantità di boschi, che coprono più di un quarto del territorio.

     

 Le infrastrutture

 

La rete stradale e le infrastrutture della Romania sono inadeguate ed hanno rappresentato un freno allo sviluppo del paese. 
La rete ferroviaria di 11.400 Km è la più importante via di comunicazione, solo un terzo di essa è elettrificata ed una cospiqua parte delle locomotive hanno ormai superato il limite di obsolescenza.
Il trasporto su nave lungo il Danubio rappresenta un’importante via di comunicazione verso l’Europa centrale, è stato gravemente danneggiato in seguito alla distruzione dei ponti provocata dai bombardamenti sulla Jugoslavia durante la guerra in Kosovo.
Il trasporto aereo, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha avuto lo sviluppo necessario.
La rete delle telecomunicazioni è piuttosto vecchia, con conseguente ostacolato per lo sviluppo della tecnologia informatica.

 

L’agricoltura

 

La fertilità del terreno ha permesso alla Romania di essere prima della Seconda Guerra Mondiale uno dei maggiori produttori europei di grano. La politica economica, condotta dopo la guerra, dal regime comunista, la pianificazione rigida e l'accorpamento forzato delle campagne, ha bloccato lo sviluppo.

Le precedenti fattorie di Stato, attualmente trasformate in imprese, coprono i terreni più fertili e rappresentano una quota considerevole della produzione, ma nessuna è stata finora completamente privatizzata, rappresentando un ostacolo per l’economia agricola: mancano i fertilizzanti; i macchinari e le attrezzature sono inesistenti o superati.

    

Il sistema distributivo

 

Il sistema distributivo della Romania è ancora in evoluzione e si presenta sicuramente meno articolato e sofisticato rispetto ai paesi industrializzati dell’Unione Europea.

 

 

 

 


 

Il Territorio

07 ott 2007

 

   

Presentazione

 

bandiera Bandiera nazionale

 

 

   

Denominazione ufficiale: România (Romania). Il nome è stato adottato nel 1862, dopo la fondazione, nel 1859, dello Stato nazionale, con l’unione dei principati danubiani della Moldavia e della Valacchia.

 

Posizione geografica: Stato situato nell’Europa Sud-Orientale, a Nord della Penisola Balcanica, sul Danubio inferiore, in riva al Mar Nero ed intorno all’arco dei monti Carpazi.

 

Confini: La Romania confina con cinque paesi: la Repubblica di Moldova  a Nord-Est, l’Ucraina a Nord, la Bulgaria a Sud, la R.F. di Jugoslavia a Sud-Ovest e l’Ungheria a Ovest. Il suo sesto confine è il Mar Nero.

 

Superficie: 238.391 kmq; 13° come grandezza del territorio nell’Europa e 80° nel mondo. La Romania ha una forma ovale, con una estensione di 735 km da Est ad Ovest e di 530 km da Nord a Sud.

 

Inno nazionale: “Destati, Romeno!” I versi appartengono ad Andrei Muresanu, la musica è di Anton Pann.

 

Ststemmaemma: un scudo azzurro con un’aquila crociata che tiene negli artigli i simboli della sovranità: lo scettro e la sciabola. Al centro sono rappresentati i campi araldici con i simboli delle province storiche romene: Valacchia, Moldavia, Transilvania, Banato, Oltenia e Dobrugia.

 

Festa nazionale: 1° Dicembre, anniversario dell’unificazione della Transilvania con la Romania, (1° Dicembre 1918).

 

Caratteristiche fisiche: I Monti Carpazi occupano il 31 % della superficie totale del paese, le colline il 36%, mentre le pianure si estendono sul 33% del territorio. Il monte più alto è Moldoveanu (2544 m) a Fàgàras, massiccio dei Carpazi Meridionali.

 

Fiumi e laghi: Molti fiumi sgorgano dai Carpazi e sfociano direttamente nel Danubio che attraversa 1.075 km del territorio del paese e sfocia nel Mar Nero con un delta di 5.050 kmq (il più grande d’Europa), di cui 4.340 kmq sul territorio della Romania. Altri fiumi: Mures, Prut, Olt, Siret, Arges; i laghi sono 3500.

 

Clima: temperato, con quattro stagioni ben definite.Temperatura media – 3°C in inverno e 24°C in estate.

   

Distribuzione del territorio: terreni agricoli (32,9%), boschi (28%), pascoli e prati (20,5%), frutteti e vigneti (2,3%), fiumi e laghi (3,7%), costruzioni, strade e ferrovie (4,3%), altre superfici (1,8 %).

 

Etnia: i romeni costituiscono l’89,4% della popolazione, il 10,6% appartiene a minoranze cosi suddivise: ungherese 7,1 %, romi 1,7%, tedeschi 0,5%, ucraini 0,3%, ebrei 0,04%.

 

Religione: Prevalentemente ortodossi 86,8%; cattolici 5%; riformati 3,5%; uniati 1%; pentecostali 1%; battisti 0,5%; avventisti 0,3%; unitariani 0,3%; musulmani 0,2%.

 

Lingua ufficiale: il romeno, di origine latina. L’inglese, il francese ed il tedesco sono le lingue straniere più utilizzate.

 

Alfabetizzazione: 95,3 %

 

Suddivisione del territorio: 41 distretti, 263 città e 2685 comuni.

 

Capitale: Bucarest, con 2.016.000 abitanti, Nel 1459, è capitale della Romania dal 1862.

  

Aeroporti: La Capitale ha due aeroporti: Bucarest-Otopeni, per il traffico internazionale e Bucarest-Baneasa, per il traffico interno e internazionale, altre 15 città hanno aeroporti.

 

Porti: Costanza è il maggior porto di tutta la regione del Mar Nero. Altri porti marittimi sono Sulina e Mangalia. I porti principali sul Danubio sono Orsova, Drobeta-Turnu Severin, Giurgiu, Calarasi, Cernavoda, Braila, Galati e Tulcea. Il Canale Danubio-Mar Nero assicura il collegamento diretto tra il Mar Nero (Constanza) ed il Mare del Nord (Rotterdam).

 

 

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